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7 aprile: una data importante per le donne

Il 7 aprile è una ricorrenza molto importante, soprattutto per le donne, che nessuno conosce

7 aprile: una data importante per le donneQuasi nessuno la conosce, ma il 7 aprile 1853 è una data importante: non solo per la storia della medicina, ma anche per una grande vittoria, simbolica ma anche molto pratica, contro i millenari pregiudizi sociali e religiosi nei confronti della donna e, quantomeno indirettamente, per la terribile storia europea del XX secolo.

Quel giorno, Vittoria di Hannover, sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e dell’immenso impero britannico, partorì, sotto anestesia, l’ottavo dei suoi nove figli, il principe Leopoldo, tra furibonde polemiche dei benpensanti e delle autorità religiose britanniche del tempo. L’arcivescovo di Canterbury in persona evocò contro la regina la maledizione divina di Eva: “Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figliuoli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito, ed egli dominerà su te” (Genesi 3:16-19). Immaginare di sottrarsi a quel dolore, segno della sottomissione femminile all’uomo sancita dalla parola stessa di Dio, era semplicemente una bestemmia. Il dolore era considerato così indissolubilmente connaturato al parto che, nel 1591, una giovane scozzese di Edimburgo, Eufrania Mac Alyane, fu bruciata viva sul rogo come strega solo per aver osato assumere un intruglio analgesico durante il travaglio.

Il problema per l’arcivescovo di Canterbury era la blasfema innovazione di un anestesista proprio di Edimburgo, l’anestesia ostetrica con cloroformio, a quell’epoca (solo 165 anni fa!) avveniristica. Solo pochissimi anni prima della nascita del principe Leopoldo, nel 1847, James Young Simpson e Walter Channing avevano pubblicato il loro studio, rivoluzionario sia per l’ostetricia sia per la libertà di pensiero occidentale, sull’utilizzo del dietiletere durante il travaglio ed era stato eseguito al St Bartholomew Hospital di Londra il primo cesareo con anestesia eterea con la nascita di una bambina in perfette condizioni.

Il rivoluzionario gesto della regina Vittoria contribuì moltissimo ad aprire la strada nell’opinione pubblica, prima britannica e poi europea, a un aspetto tutt’altro che secondario della liberazione della donna: partorire senza dolore non è una colpa o una bestemmia, ma un diritto. La stessa biografa di Vittoria, Lady Elizabeth Longford, scrisse del “rifiuto di accettare i dolori del parto come un destino delle donne voluto da Dio” come di un grande dono della regina al suo popolo.

A proposito, abbiamo parlato di regine e anestesisti rivoluzionari per la mentalità della loro epoca: sapere quanti sono gli anestesisti in Italia e come sono distribuiti potrebbe essere un’informazione per molti interessante. I medici specializzati in anestesia e rianimazione, secondo Atlante Sanità – la banca dati  che comprende oltre 1,3 milioni di anagrafiche – sono 19.419, di cui 11.512 medici ospedalieri.

La ricorrenza del 7 aprile 1853 è una pietra miliare dell’anestesia ostetrica e del ruolo della donna nella società, ma non solo: torneremo a parlare del principe Leopoldo e dei suoi fratelli e sorelle.

 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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