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Il SSN in numeri

SSN in numeriQuanto personale SSN abbiamo in Italia? Quanti sono i medici, gli odontoiatri, gli infermieri? E c’è differenza di genere? E ancora, cambia qualcosa tra azienda ospedaliera, ASL, Ospedali classificati? In una recente pubblicazione il Ministero della Salute ha dato una risposta a questi quesiti basando le informazioni su dati del 2013. In quell’anno infatti erano 626.350 le unità di personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale. Di questi il 65% erano donne, il restante 35% uomini. Più in dettaglio, il 71% aveva un ruolo sanitario, il 17,7% un ruolo tecnico, l’11,1% un ruolo amministrativo e il restante 0,2% un ruolo professionale. Nella categoria “ruolo sanitario”, ben il 58,5% erano infermieri, il 23,4% medici e odontoiatri, lo 0,6% farmacisti e il 18,1% erano altre figure professionali laureate come dirigenti, personale tecnico o personale con funzioni riabilitative.

È interessante notare come questi valori varino a seconda del tipo di struttura sanitaria: il personale sanitario risulta infatti essere più concentrato nelle aziende ospedaliere (72,6%) rispetto alle ASL (69,2%) con una quantità maggiore di personale infermieristico nelle prime (61,0%) rispetto alle seconde (56,4%) e personale medico-odontoiatra che nelle aziende ospedaliere è il 24,4% mentre nella ASL il 23,4%. Molto diversa è invece la presenza negli enti di ricerca dove il personale sanitario è il 68,4% con il 69,5% di personale infermieristico e l’11,6% di medici e odontoiatri.

Abbiamo già affrontato l’argomento relativo ai numeri della sanità tempo fa (articolo), ma a cosa possono servire questi dati? Sicuramente ci danno un’idea di quanto personale sanitario ci sia in Italia, quali siano le strutture che richiedono più infermieri e quali più medici o tecnici ma, ancora, ci offrono una panoramica per capire dove si trovano i professionisti della salute, anche in termini geografici.

E se fossimo un’azienda farmaceutica e avessimo bisogno di dar vita a una campagna informativa, per esempio, sui vaccini? L’argomento, molto discusso in questi giorni, potrebbe essere di interesse per tutti quei medici che vorrebbero ci fosse più informazione verso i neo genitori che si ritrovano a dover vaccinare i propri figli in un contesto pieno di idee contrastanti. Quindi avere solo un’idea generale di quanti siano i medici, quanti gli infermieri o i farmacisti potrebbe non essere sufficiente.

PKE ha la possibilità, grazie alla sua piattaforma WelfareLink, di conoscere i medici interessati alla questione e contattarli, attraverso campagne di comunicazione, per metterli a conoscenza degli interventi proposti. Atlante Sanità consente poi di avere, con precisione, i numeri di medici e altri operatori della salute che lavorano nel settore: sappiamo che sono 1.309 i professionisti della salute che operano nel campo della microbiologia e della virologia e 27.862 i pediatri, con un picco di presenze in Lombardia, dove ce ne sono 3.944. Ma sono realmente tutti interessati al tema?

Grazie al servizio di High Profiling è possibile sapere chi, effettivamente, tratta di vaccini e tutti gli altri medici, non appartenenti a queste due categorie, che sono comunque interessati.

PKE è quindi la soluzione a 360 gradi che grazie al suo database è in grado di andare incontro a tutte le aziende che hanno bisogno di dati precisi e aggiornati.

Fonte: Quotidiano Sanità

 
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PKE è una società nata da DS Medigroup, costituita per gestire i data base delle professioni e la creazione di comunità profilate sulla rete Internet.
Obiettivo di PKE è accompagnare le Istituzioni e gli Enti privati nella corretta gestione dei dati e nell’approfondita conoscenza delle diverse professioni, nell’analisi delle competenze specifiche di ciascuna disciplina, nelle valutazioni dei loro fabbisogni formativi ed informativi, nella definizione strategica degli strumenti di comunicazione (informazione e formazione) e nella loro completa implementazione.

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