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Alimentazione e stagione estiva: come tutelare la nostra salute

Alimentazione e stagione estiva: come tutelare la nostra salute L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l’adeguata alimentazione un diritto umano fondamentale. Ma quanto sono interconnesse nutrizione e salute durante l'estate?

Come sappiamo, lo stato di salute e - più in generale - lo stile di vita della popolazione variano notevolmente durante i mesi più caldi, non solo a seguito dell’aumento della temperatura atmosferica, ma anche per variazioni legate a un rallentamento delle attività lavorative e/o a una maggior esposizione agli ambienti esterni.

Una dieta corretta correlata alla stagione estiva - sempre secondo l’OMS - costituisce un valido metodo di prevenzione, gestione e trattamento di molti disturbi che possono insorgere soprattutto in soggetti vulnerabili e predisposti come, ad esempio, pazienti in sovrappeso o affetti da diabete, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e altre malattie cardiovascolari.

Il rapporto, infatti, tra la tipologia e la qualità degli alimenti che consumiamo in estate sono alla base di un completo benessere sia fisico che mentale. Mentre, al contrario, alimenti di cattiva qualità, contaminati o non conservati correttamente possono rappresentare fattori di rischio consistenti, generando condizioni di disordine o vere e proprie problematiche fisiologiche che risultano, in alcuni casi, addirittura mortali.

Cibo e idratazione: la sinergia vincente

Con l’aumento della sudorazione e della traspirazione epidermica si perdono, inoltre, molti sali minerali e vitamine: la disidratazione può difatti compromettere energia, funzioni cognitive e livelli di vigilanza, mentre un’adeguata e sufficiente assunzione di liquidi costituisce una misura preventiva verso l’insorgenza di disturbi di tipo urinario, che vanno dalla cistite batterica al più grave cancro vescicale. 

La necessità di assumere liquidi rientra pertanto a pieno titolo nella tematica della nutrizione in quanto un buono stato di idratazione può essere garantito e migliorato anche con una corretta alimentazione: circa il 20-30% dell’apporto giornaliero di liquidi deriva infatti dai cibi, mentre il 70-80% da bevande e acqua¹.

I soggetti più a rischio sono senza dubbio gli anziani, nei quali è ridotta notevolmente la sensazione di sete e conseguentemente l’idratazione, e i bambini molto piccoli, che non sempre sono in grado di comunicarne la necessità.

Al concetto di sicurezza alimentare dunque, intesa come diritto a una quantità equa di alimenti per ciascun essere umano, si aggiunge un concetto di sicurezza nutrizionale concepita come preservazione delle condizioni di salute. Se da un lato un’alimentazione scorretta influisce in maniera significativa nello sviluppo di alcune malattie, dall’altro alcuni cibi possono invece proteggerci.

L’esperto consiglia

•    Preferire cibi freschi e da consumare privi di cottura
•    La percezione della “sete” è già di per sé un segno di disidratazione, quindi è opportuno prevenirla bevendo di frequente
•    Acqua e macronutrienti persi con la sudorazione possono essere facilmente reintrodotti nell’organismo tramite il consumo giornaliero di fonti di calcio, vitamina D o frutta, che dispongono naturalmente dell’apporto in liquidi necessario
•    Abbinare spesso riserve di acidi grassi poli-insaturi (contenuti, ad esempio, nel pesce), altamente digeribili, a minore densità calorica e preziosi alleati per l’apparato cardio-vascolare e il sistema gastrointestinale
•    Le bevande contenenti caffeina (come caffè e tè) hanno effetti diuretici transitori, quindi non incidono sullo stato di idratazione, a differenza delle bevande alcoliche che possono invece incidere sulla severità della disidratazione, a seconda delle quantità assunte
•    Evitare le intossicazioni intestinali causate da alimenti contaminati da microrganismi, rispettando quindi la catena del freddo per la conservazione degli alimenti che lo richiedono, evitando di consumare cibi conservati troppo a lungo o esposti a raggi solari

L’Italia è tra le prime nazioni al mondo a vantare elevata sensibilità nei confronti di una sana ed equilibrata cultura alimentare, dove i percorsi nutrizionali specialistici sono studiati sulle caratteristiche fisiche di ogni singolo paziente da tre categorie di professionisti: medici specializzati in scienze dell’alimentazione, dietisti e biologi nutrizionisti. Ad esempio, grazie ad Atlante Sanità, il database della sanità italiana che conta oltre 1,6 milioni di anagrafiche di professionisti della salute, sappiamo che in Italia esercitano 2.976 medici specializzati in scienze dell’alimentazione e 16.444 biologi nutrizionisti.

1 - "L'acqua come alimento", WebAIGO
 
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