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Chi fu il primo individuo allergico? E il primo asmatico?

Chi fu il primo individuo allergico? E il primo asmatico?Ovviamente non sappiamo chi fu o dove visse il primo asmatico o, più in generale, chi per primo soffrì di una qualche allergia. Ammesso che la domanda abbia senso: è evidente che lo sviluppo delle allergie fu in qualche modo un processo evolutivo e, di conseguenza, i tempi furono quelli lunghissimi dell’evoluzione.
D’altra parte, discutere di evoluzione significa anche parlare di vantaggi competitivi che hanno permesso la persistenza nei millenni di caratteristiche che sembrerebbero svantaggiose per chi ne è colpito. In altre parole, perché, in decine di migliaia di anni, il sottofondo del nostro patrimonio genetico che predispone alle allergie non è stato eliminato dall’evoluzione darwiniana?
 
Forse ha ragione Paul M. Ehrlich, un allergologo di New York, che ha ipotizzato, all’inizio di un suo libro una decina d’anni fa, che le allergie siano “a leftover survival tactic”, le vestigia residuali di una tattica di sopravvivenza all’alba della civiltà contro i pericoli dell’ambiente, in particolare per i popoli della Mesopotamia tra Tigri ed Eufrate [ Ehrlich PM, Shimer Bowers E, “Living with Allergies”, Infobase Publishing, New York City, 2009 ]. Secondo Ehrlich, solo gli individui con difese immunitarie molto potenti avevano ragionevoli speranze di sopravvivere al quotidiano assalto di batteri e parassiti. A causa della nostra ridotta esposizione alle aggressioni dei microrganismi, difese immunitarie particolarmente potenti potrebbero oggi essere persino sovradimensionate tanto da poter essere causa di allergia. Non a caso, tutte le patologie allergiche sono in rapido aumento in tutto il mondo avanzato: probabilmente viviamo, soprattutto i nostri figli, in un mondo troppo pulito rispetto ai nostri antenati.
 
È un dato di fatto che le allergie sono molto antiche: il Faraone Menses, il primo semi-leggendario unificatore dell’Alto e del Basso Egitto in un’unica monarchia centralizzata intorno al 3200-3000 a.C., morì per una puntura di vespa [ Krombach JW et al. Pharaoh Menes’ death after an anaphylactic reaction−the end of a myth. Allergy 2004; 59(11): 1234-5 ], quantomeno secondo una versione sulla sua morte.
Riccardo IIIE come non ricordare lo shakespeariano Riccardo III di York, l’ultimo Plantageneto, invidioso e crudele e probabilmente allergico alle fragole, che eliminò il fedele Lord Hastings, che riteneva suo avversario nella scalata al trono d’Inghilterra facendolo decapitare con l’accusa di aver gettato su di lui un maleficio? Riccardo III ingerì delle fragole durante un incontro al quale era presente anche Hastings e, come prevedibile (per noi con le nostre conoscenze!), andò incontro a una crisi allergica che scambiò per maleficio.In seguito, il crudele re tradì e uccise anche il suo fedele Lord Buckingham e addirittura sua moglie Anna Neville e i suoi figli, sempre visti come ostacoli al consolidamento del suo potere; ma almeno questi crimini con le allergie non c’entrano.
Si dovette arrivare addirittura al 1819 perché un medico inglese, John Bostock, indicasse correttamente quella che noi conosciamo come “febbre da fieno”, all’epoca chiamata “catarro estivo” e di cui lui stesso soffriva, come una malattia respiratoria; e solo nel 1869 fu eseguito il primo “prick test” per la ricerca dell’allergene causa di un’allergia iniettando del polline in un taglietto cutaneo e osservando la comparsa, una ventina di minuti dopo, del rash rivelatore.
 
La morte di SenecaIn quanto ai primordi dell’asma, anche qui vaghiamo nell’incertezza; ma possiamo ricordare Seneca. Il filosofo stoico che morì suicida per ordine di Nerone fu stoico forse anche perché provato da una grave asma. Inutile maledire la sfortuna o temere il futuro e gli attacchi asmatici che verranno: occorre invece scacciare i pensieri funesti e vivere al meglio il presente, imparare a controllare l’ansia e apprendere quelle che oggi chiameremmo tecniche di rilassamento per non favorire nuovi attacchi di fame d’aria (nulla di nuovo sotto il sole); e avere molti amici per distogliere la mente dal pensiero dell’attacco che inesorabilmente verrà.Nella settantottesima lettera al suo amico Lucio, Seneca scrisse che “…è il tuo corpo, non la tua mente, nella morsa della malattia: anche se non puoi vincerla, puoi sempre dimostrare di sopportarla… Non solo sui campi di battaglia, ma anche sotto le lenzuola si possono dimostrare eroismo e un carattere indomito; se le minacce e le prostrazioni della malattia non mostrano di avere effetti su di te, in quel momento tu sei di esempio agli altri. Fai uso di ciò che la malattia non colpisce: la tua mente e l’intatta capacità di ascoltare e dialogare, di leggere e scrivere e di comunicare le tue idee...”
 
Asma significa pneumologi e allergologi: l’elenco di tutti gli pneumologi e gli allergologi italiani è disponibile su Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti della salute. In particolare:
  • Pneumologi: 9.388 sono i medici specializzati in malattie dell’apparato respiratorio, di questi 3.669 sono medici ospedalieri, 2.297 medici specialisti in attività privata
  • Allergologi: in Italia i medici specializzati in allergologia e immunologia clinica sono 3.725, di questi 1.665 sono medici ospedalieri, 1.094 medici specialisti in attività privata
Immagini:
  • Vetrata con i ritratti di Riccardo III e di sua moglie, la regina Anna Neville, nel Castello di Cardiff in Galles.
  • La morte di Seneca, Peter Paul Rubens (1615-16), Museo Nacional del Prado, Madrid.
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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