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Ci sono vantaggi nell'essere depresso?

Ci sono vantaggi nell'essere depresso?Per esempio, il rischio di andare incontro a un cancro polmonare sembra inferiore, e nemmeno di poco, negli individui con disturbi del tono dell’umore come depressione unipolare e bipolare rispetto agli individui che vivono con normale serenità la loro avventura terrena. Addirittura il rischio si ridurrebbe nei fumatori depressi, rispetto ai non fumatori con alterazioni del tono dell’umore, in particolare proprio per le varianti, per esempio le neoplasie polmonari centrali di tipo squamoso, che sono più strettamente legate all’effetto cancerogeno del fumo.
 
Secondo i risultati del più ampio studio epidemiologico mai condotto nel mondo, tra l’altro con un contributo fondamentale di istituzioni di ricerca medica avanzata milanese, la riduzione del rischio nei depressi sarebbe di oltre il 40% secondo l’ampio studio caso-controllo triennale lombardo EAGLE (Environment And Genetics in Lung cancer Etiology) e di oltre un quarto nello studio caso-controllo “nested” U.S. Veterans Affairs Inpatient Cohort (VA study) condotto su trent’anni di cartelle ospedaliere di 3,6 milioni di veterani americani.
 
Il fatto che la riduzione del rischio si osservi non solo negli individui di per sé depressi, ma anche nel caso che sia un loro familiare ad avere disturbi del tono dell’umore, e sia massima negli individui con alterazioni del tono dell’umore che abbiano anche un familiare in questa situazione, suggerisce che alla base di questa inattesa associazione esistano dei determinanti genetici, epigenetici o ambientali. Che però, per il momento, sono assai poco chiari.

Un’ipotesi è che l’anello di congiunzione sia la terapia antidepressiva: soprattutto i primi antidepressivi inibiscono alcune vie metaboliche pro infiammatorie, e quindi presumibilmente procancerogene, e inibiscono gli enzimi che attivano i cancerogeni del fumo. Questa elegante ipotesi contrasta tuttavia con i risultati di diverse indagini di non più di una decina d’anni fa che suggerirebbero, al contrario, che la terapia antidepressiva tenderebbe ad aumentare il rischio neoplastico.
Un’altra possibile obiezione è che la riduzione dei rischio è evidente negli individui con alterazioni con tono dell’umore fumatori o ex-fumatori, ma non sembra esistere per gli individui depressi che non hanno mai fumato. Perché? Un’ipotesi è che iniziare a fumare sia in realtà per molti individui un po’ malinconici un antidepressivo più o meno inconscio: in altre parole, molti fumatori (per definizione a rischio di sviluppare un cancro polmonare) non sembrerebbero avere alterazioni del tono dell’umore proprio perché fumano! E questo ovviamente altererebbe l’inferenza statistica.
 
Insomma, la questione è tutt’altro che chiara (oltre che complicata a descrivere in modo semplice ai non statistici…), ma l’evidenza dei numeri resta, anche correggendo per quanto possibile per i molti fattori di confondimento: i fumatori depressi sembrano senz’altro meno a rischio di cancro polmonare rispetto ai fumatori non depressi. Tutto questo non certo per riabilitare in qualche modo la devastante abitudine al fumo, quanto piuttosto per evidenziare quanto sia importante, per l’espansione della conoscenza, il contributo dei centri di eccellenza e della ricerca clinica di frontiera che solo i centri di eccellenza sono in grado di condurre.
 
Siete interessati a conoscere quali sono i centri che trattano in Italia il più elevato numero di cancri polmonari e, di conseguenza, sono inevitabilmente centri di eccellenza? Oncoguida è il portale che comprende tutte le strutture che trattano le diverse patologie oncologiche e le classifica sulla base degli interventi svolti. I dati utilizzati per la classificazione dei “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica” si basano sulle schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute del 2016.
 
Dunque, quali sono le strutture che trattano maggiormente la patologia? I primi tre centri per affidabilità (secondo le Sdo 2016) si trovano a Napoli, Milano e Brescia. Per sapere quali sono le strutture e il numero di interventi che eseguono, visita la pagina.
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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