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Dalla peste a Milano agli infettivologi in Italia

Dalla peste a Milano agli infettivologi in ItaliaMarzo, l’epidemia di peste a Milano diventa devastante
È metà marzo e proprio in questi giorni, nel 1630, la peste dei Promessi Sposi iniziò sul serio a devastare Milano e i dintorni, dopo diversi mesi di casi sporadici dalla fine dell’anno precedente. Gli ultimi capitoli del romanzo di Manzoni descrivono l’allarme dei grandi medici (protofisici) Alessandro Tadino e Lodovico Settala per la peste endemica tra i lanzichenecchi tedeschi in marcia dalla Valtellina verso Mantova e per i primi casi di contagio tra lecchese e bergamasca alla fine dell’ottobre 1629. E soprattutto descrivono l’insipienza del Tribunale di Sanità e dei governatori spagnoli Gonzalo Fernandez de Cordoba e Ambrogio Spinola, incapaci di stringere in tempo un efficace cordone sanitario di protezione intorno a Milano.

Nel 1348, le misure feroci ma preveggenti di Luchino Visconti, signore di Milano, evitarono pressoché del tutto alla città gli orrori della Peste Nera che spopolò il resto d’Europa; ma l’autorità politica fallì miseramente alla fine del 1629. Anzi, furono promossi, poco dopo la metà di novembre, grandi festeggiamenti pubblici per la nascita del primogenito di Filippo IV di Spagna e, poche settimane dopo, non furono vietati gli assembramenti di folla del carnevale. Si parlò solo di vaghe “febbri pestilenti” e malariche per non agitare il popolino: Alessandro Tadino e Senatore Settala, figlio del già citato protofisico Lodovico, furono accusati di diffondere voci senza fondamento sulla peste per ragioni di bottega e presi a sassate per la strada. Con i primi caldi di maggio e la conseguente recrudescenza dell’epidemia esplose poi l’allucinazione collettiva degli untori, ma questa è un’altra storia.

Oggi Alessandro Tadino e i Settala non si chiamerebbero più protofisici ma infettivologi; e, come loro quasi 400 anni fa, potrebbero essere chiamati a fronteggiare nuove epidemie, sempre possibili per la potenzialmente devastante plasticità genetica di virus e microrganismi.

A proposito, si vuol sapere tutto della distribuzione in Italia degli infettivologi? In Italia ci sono 4.002 medici specializzati in malattie infettive (fonte: Atlante Sanità), di cui 2.690, la maggior parte, sono medici ospedalieri.

 
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Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

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