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Giornata mondiale dell’alfabeto Braille

Giornata Mondiale dell'alfabeto BrailleIl 4 gennaio, data di nascita di Louis Braille, si celebra la Giornata Mondiale dell’alfabeto Braille: un sistema che ha cambiato completamente il modo di vivere di migliaia di persone con disabilità visiva, consentendo loro di scrivere, leggere e comunicare per iscritto. Il Braille è un sistema di scrittura e lettura per non vedenti messo a punto nella prima metà del XIX secolo, basato sulla combinazione di sei punti in rilievo percepibili al tatto: molteplici possibili combinazioni, che possono corrispondere a lettere dell’alfabeto, numeri, segni di interpunzione, simboli matematici, informatici, musicali e chimici. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo vi siano 1.3 miliardi di persone con problemi visivi, di cui 39 milioni affette da cecità totale. Per il non vedente, il braille è condizione essenziale di una piena autonomia e di una efficace integrazione nel tessuto sociale, scolastico, lavorativo e culturale.

Cieco dall’età di 3 anni, Braille entrò a far parte dell’Istituto dei Ciechi di Parigi, uno dei primi istituti al mondo per non vedenti fondato da Valentin Haüy nel 1786. Qui i ragazzi imparavano a leggere ma non a scrivere: il metodo Haüy consisteva nel leggere, sfruttando il tatto, delle lettere stampate in rilievo, a tratto continuo, ottenute pressando un filo di rame su un lato della carta per formare un rilievo sull’altro.

Nel 1821 Charles Barbier inventore della “scrittura notturna”, un sistema per consentire ai soldati di comunicare tra loro anche di notte ed in assenza di illuminazione, pensò di far testare la sua invenzione agli allievi dell’Istituto. Rispetto al tratto continuo di Haüy, l’idea di Barbier di utilizzare dei punti in rilievo era senza dubbio un’innovazione: Braille intuì che il metodo nascondeva un valore che avrebbe potuto fornire, per lui e per i suoi compagni, un sistema di scrittura semplice e razionale.

Appena adolescente, Braille ideò il codice alfabetico che è rimasto pressoché invariato fino ad oggi: 6 punti appositamente posizionati all’interno di un rettangolo ideale e di uno spazio corrispondente a quello del polpastrello del dito indice. Più tardi estese il metodo anche alla matematica (Nemeth Braille) e alla musica (Codice musicale Braille).

Il nuovo font Braille Neue

Progettato dal designer giapponese Kosuke Takahashi in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici che si terranno a Tokyo nel 2021, Braille Neue è un carattere innovativo che combina il rilievo della scrittura per non vedenti con la forma delle lettere tradizionali. Prevede l’utilizzo dei puntini, usati in molteplici combinazioni per essere individuati con i polpastrelli, in associazione alla lettera di riferimento rappresentata in perfetta corrispondenza; il font è leggibile da tutti, anche ipovedenti e non vedenti, senza la necessità di utilizzare due testi separati.

Spesso non si tiene conto che nei luoghi pubblici i caratteri braille necessitino di spazi dedicati; spiega Takahashi: “Braille Neue ha la possibilità di essere integrato nei luoghi pubblici in modo nuovo, ma anche di sovrapporsi alla segnaletica già esistente, completandola. È facile da implementare ed è un trampolino di lancio per un futuro sostenibile e inclusivo”.

Il font esiste già in due versioni: “Braille Neue Standard” per i caratteri occidentali e “Braille Neue Outline” per gli ideogrammi giapponesi. L’obiettivo del designer è quello di proporre un metodo di comunicazione trasversale universalmente accessibile, col desiderio che si possa adottare in vista dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2021.
 
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