Il prof racconta

Il re che pensava d'essere di vetro

Il re che pensava d’essere di vetroNelle nostre scorribande di storia della medicina di re folli abbiamo appena incontrato Giorgio III di Hannover, il sovrano d’Inghilterra e Irlanda che perse nel 1776 le tredici colonie americane, ma con il quale iniziarono anche i due secoli della Gran Bretagna come superpotenza mondiale. I problemi mentali di Giorgio III, per molto tempo attribuiti a una porfiria variegata, aiutarono anche a scrivere una pagina importante dell’evoluzione della democrazia britannica madre di tutte le democrazie rappresentative moderne (Porfirie (ma ne siete proprio certi?) e follia di sangue blu)
 
Anche Carlo VI di Valois, per più di quarant’anni re di Francia a cavallo tra XIV e XV secolo, entrò nella storia per una disastrosa disfatta militare, quella ad Azincourt dei nobili cavalieri francesi contro i plebei arcieri inglesi, e per l’umiliante Trattato di Troyes che per qualche anno, fino all’epopea di Giovanna d’Arco, sembrò consegnare la Francia agli inglesi.
Carlo VI è ricordato nella storia d’Europa come Carlo il Folle. Fare diagnosi a distanza di secoli su documentazioni spesso approssimative è arduo, ma è verosimile che quella di Carlo VI fosse una schizofrenia paranoide con crisi, spesso violentemente aggressive, sempre più frequenti durante il suo lungo regno e alternate a periodi di comportamento normale. La psicosi di Carlo VI si ripresentò anche in suo nipote Enrico VI d’Inghilterra e fu una delle concause, insieme con il tracollo militare inglese in Francia, del lungo conflitto dinastico inglese con la casa di York che conosciamo come “Guerra delle due Rose”; ma non divaghiamo.

Carlo VI si avvolgeva in pesanti coperte e restava immobile per ore su un letto di paglia perché convinto di essere di vetro e di potersi frantumare: se proprio doveva muoversi, lo faceva ingessato in un corsetto con costole metalliche per proteggere i suoi organi di vetro.  
La sensazione di essere di vetro e fragili è spesso descritta nelle relazioni mediche tra il tardo medioevo e il XVII secolo di individui di classe elevata con tratti psicotici di malinconia e depressione. Esiste persino un racconto breve di Miguel de Cervantes, il padre di Don Chisciotte, “El licenciado Vidriera” (L’avvocato di vetro): una pozione d’amore somministrata in una mela cotogna da una giovane donna rifiutata, invece d’agire come afrodisiaco, riduce a letto prostrato per sei mesi il protagonista, Tomás Rodaja, che si ristabilisce, ma inizia una nuova esistenza incrollabilmente certo di essere di vetro. Due famosi medici del XVI secolo, Alfonso Ponce de Santa Cruz, medico di corte di Filippo III e Filippo IV di Spagna, e André du Laurens, medico personale di Enrico IV di Francia e uno dei primi codificatori della sindromi depressive col suo “Discours des maladies mélancoliques” del 1594, raccontano ambedue la storia di un personaggio di alto lignaggio (non identificato) convinto di essere un vaso di vetro e non un essere umano, ma per il resto normale come intelligenza e comportamento.
Secondo le relazioni mediche del tempo, di vetro potevano essere il cuore, i piedi o il capo, ma soprattutto le natiche che dovevano essere protette da cuscini: sedersi era impresa pericolosa, come lamentato da Nicole du Plessis, parente (di vetro) dell’onnipotente cardinale di Richelieu. Quest’alterazione della realtà era così diffusa nelle classi più elevate d’Europa che della certezza di essere di vetro come espressione di malinconia discussero Cartesio, Diderot e un testo importante della storia della psichiatria, la “Anatomia della Melanconia” di Robert Burton (1621).
 
Alessandra Amalia principessa di BavieraL’allucinazione di essere di vetro scompare dalle relazioni mediche ufficiali verso il 1830. I casi furono molto rari dopo quella data: forse l’ultimo fu quello, pochi anni dopo, della Principessa Alessandra Amalia Wittelsbach, figlia del re di Baviera Ludwig I, che camminava con grande circospezione, attenta a non sfiorare nulla, per il palazzo di famiglia perché convinta di avere ingoiato da bambina un pianoforte a coda di vetro, intatto dentro di lei. Come suggerito da Edward Shorter, storico della psichiatria di Toronto, il vetro, anche se in realtà antico, era un materiale ancora nuovo, raro e costoso in Europa fino al XVII secolo; e sarebbe questa la chiave per spiegare l’epidemia secolare di questa curiosa allucinazione in individui spesso molto intelligenti e sempre di classe elevata, ma anche sempre con tratti psicotici di tipo malinconico e di inadeguatezza alla vita che dovevano affrontare.
Perché la sindrome dell’uomo di vetro scomparve? Forse perché, secondo Shorter, l’inconscio psicotico ha spesso associato le sue allucinazioni ai nuovi materiali e alle nuove tecnologie della sua epoca: non a caso, secondo Shorter, nel XIX secolo, in parallelo con l’avvento della nuova tecnologia del cemento armato, emersero molti casi di allucinazioni “io sono di cemento”. Per non parlare delle paranoie tecnologiche di oggi.
Per chi volesse saperne di più sull’allucinazione dell’uomo di vetro, l’articolo definitivo è: Gill Speak, An odd kind of melancholy: reflections on the glass delusion in Europe (1440-1680), History of Psychiatry 1990; 1:191-206, DOI: 10.1177/0957154X9000100203.
 
A proposito di malattia mentale, l’elenco di tutti gli psichiatri italiani è disponibile su Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti, che conta 15.164 medici specializzati in psichiatria, di cui 5.544 sono medici ospedalieri, 2.656 medici specialisti in attività privata.

Fonte (immagini):
  • Prima immagine: Il re Carlo VI di Francia sul suo letto circondato da servitori e ministri (crediti: Hulton Archive/Getty Images)
  • Seconda immagine: Alessandra Amalia principessa di Baviera. Ritratto di Joseph Stieler, Galleria delle Bellezze, castello di Nymphenburg, 1845
 
Autore:

Il Prof

Il Prof è medico internista, sempre in viaggio fra la Germania e l’Italia ma, quando può, collabora con PKE inviando articoli su temi scientifici un po’ insoliti.
 

Segui Il Prof: