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Immunoterapia nel cancro alla mammella

Immunoterapia nel cancro alla mammellaOrmai si parla sempre più di immunoterapia e, questa volta, le belle notizie arrivano da oltreoceano: una donna americana di 47 anni, Judy, con tumore metastatico intrattabile, è stata curata con i suoi linfociti. Sono 22 mesi che la donna vive senza traccia del tumore che la stava uccidendo, grazie ad una nuova forma sperimentale di immunoterapia che utilizza i linfociti infiltranti il tumore, in grado di riconoscere e quindi di attaccare le sue mutazioni tipiche.

Lo studio, in fase due, è stato pubblicato su Nature Medicine ed è stato effettuato sotto controllo del National Cancer Institute, parte dei National Institutes of Health americani. È bene sottolineare che si tratta di risultati ottenuti su un’unica paziente e che quindi vanno presi con tutte le cautele del caso.

Ma vediamo allo studio: la notizia è che un nuovo approccio di tipo immunoterapico ha portato a regressione completa un tumore della mammella in fase metastatica, ormai refrattario a qualsiasi terapia. Il rivoluzionario tentativo di trattamento è stato portato avanti da Steven A. Rosenberg, divisione di chirurgia del Center for Cancer Research del NCI.

“Abbiamo sviluppato un metodo ad alto rendimento – spiega Resenberg - per individuare le mutazioni tumorali, che possono essere riconosciute dal sistema immunitario. Essendo questo nuovo approccio terapeutico basato sulla presenza di mutazioni tumorali, indipendentemente dal tipo di tumore, riteniamo che possa funzionare non solo sui tumori della mammella, ma anche su altri tumori”.
 
La strategia terapeutica sperimentale si basa sul trasferimento adottivo di cellule T (Adoptive Cell Transfer, ACT), trattamento già utilizzato con successo nel melanoma, un tumore che presenta un gran numero di mutazioni somatiche (acquisite); finora non aveva invece dato grandi risultati in una serie di altri tumori (tra i quali stomaco, esofago, ovaio e mammella) che hanno un basso livello di mutazioni.
 
“E’ l’ennesima prova del potere dell’immunoterapia – commenta Tom Misteli, direttore del CCR presso il NCI – e se questi dati venissero confermati su più pazienti, significherebbe che la terapia basata sui linfociti T potrebbe essere utilizzata in un ampio spettro di tumori”.

La comunità scientifica sta seguendo dunque con grande interesse gli studi su questo nuovo approccio. Che certamente al momento non rappresenta la panacea di tutti i cancri, anche perché richiede tempo e tante risorse.
Ma i National Institutes of Health hanno deciso di scommettere su questa strategia. Qualche mese fa, rivela il Wall Street Journal, gli NIH hanno fatto un accordo milionario (si parla di 215 milioni di dollari) con 11 aziende farmaceutiche per concentrare grandi sforzi sull’immunoterapia.
 
Ma quali sono le strutture che trattano il tumore in Italia? Su Oncoguida, il servizio di informazione per i malati di cancro e le loro famiglie che consente di individuare i centri “ad alto volume di attività” con maggiore esperienza (numero interventi eseguiti), affidabilità ed adeguato standard assistenziale relativi alle diverse patologie oncologiche – è possibile individuare tutte le strutture che, regione per regione, trattano la malattia. Qui il link per il tumore alla mammella.

Fonte: Quotidiano Sanità

 
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