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L’eradicazione della poliomielite in Africa: una vittoria per il mondo intero

Líeradicazione della poliomielite in Africa: una vittoria per il mondo interoDopo decenni di lotte e campagne di sensibilizzazione, martedì 25 agosto 2020 è stato dichiarato ufficialmente debellato in Africa l’ultimo ceppo del virus della poliomielite da parte della Commissione Regionale Indipendente per la Certificazione dell’Africa (ARCC). La notizia è stata poi ripresa e diffusa a livello globale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

L’eradicazione del virus è stata ottenuta grazie ai vaccini e a uno sforzo globale che dura da più di 30 anni: il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha parlato di «un risultato incredibile».

Grazie alla somministrazione diffusa del vaccino, è stato constatato che oggi più del 95% della popolazione del continente africano ne è stata immunizzata e che l’ultimo ceppo del virus che si trova in natura (da qui l’aggettivo selvaggio con cui spesso è definita) è stato debellato.

Le caratteristiche della malattia

Il nome “poliomielite” deriva dal greco poliós, che significa "grigio", muelòs ovvero “ossa” e il suffisso -itis, che indica l'infiammazione.
Si tratta di un microrganismo infettivo appartenente alla famiglia dell’Enterovirs detto, appunto, poliovirus, distinguibile in 3 diversi ceppi, tutti responsabili di sintomatologia simile.
Una volta entrato nella circolazione sanguigna, il virus penetra nel sistema nervoso centrale dove colpisce i neuroni motori, portando a debolezza muscolare e paralisi flaccida acuta permanente.
A seconda dei nervi coinvolti, poi, possono presentarsi diversi tipi di paralisi:
  • La polio spinale, che è la forma più comune, caratterizzata da paralisi asimmetrica che spesso coinvolge le gambe
  • La polio bulbare, che porta debolezza dei muscoli cranici
  • La polio bulbospinale, una combinazione tra le due forme precedenti
Se nel processo di diffusione della paralisi muscolare viene coinvolto anche il diaframma, il malato muore per soffocamento.

Storia ed evoluzione della poliomielite

La poliomielite è stata una delle malattie infantili più temute del XX secolo.

L'uomo ha convissuto per migliaia di anni con il poliovirus come patogeno endemico fino ad arrivare al 1910, anno in cui gran parte dei paesi a livello mondiale hanno conosciuto un catastrofico aumento dei casi, incentivando il processo di sviluppo del vaccino che fu immesso sul mercato nel 1950.

Grazie alla sua diffusione e al supporto di campagne di vaccinazione condotte da associazioni umanitarie come UNICEF, Rotary International e la stessa OMS, si è giunti a un debellamento progressivo della malattia da nazione a nazione. Si pensi che nel 1996 gli sforzi per l’eradicazione della polio hanno impedito a 1,8 milioni di bambini di contrarla e salvato circa 180mila vite umane.
“Tuttavia, dobbiamo rimanere vigili e mantenere alti i tassi di vaccinazione per evitare una ripresa del poliovirus”, ha  dichiarato Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Oms per l’Africa.
 
Questa, infatti, rappresenta una vittoria soprattutto per via della pandemia da coronavirus che ha portato alla sospensione delle campagne di vaccinazione di massa in molti paesi dell’Africa.
In Italia le patologie virali sono diagnosticate e trattate dai medici specializzati in microbiologia e virologia. Quantificandoli grazie ad Atlante Sanità, il database della sanità italiana che conta circa 1,6 milioni di anagrafiche dei professionisti della sanità, contiamo 1.353 medici italiani che esercitano nell’ambito della microbiologia e virologia.
 
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