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Giulia Grillo e la medicina legale

Medicina legale: la specializzazione del Ministro della SaluteGiulia Grillo, 43 anni, siciliana, è la nuova ministra della Salute. Vice capogruppo e capogruppo alla Camera e capogruppo nella commissione Affari Sociali nella precedente legislatura, fa oggi parte della cerchia dei ministri del nuovo governo. Laureatasi in medicina e chirurgia, si è poi specializzata in medicina legale.

Ma scopriamo qualcosa di più su questa specializzazione che, in Italia, conta circa 5.000 specialisti (fonte: Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,3 milioni di anagrafiche).
La medicina legale si occupa dei rapporti tra la medicina e la legge e, insieme alla medicina sociale, fa parte della medicina pubblica. Si suddivide in medicina giuridica – che si occupa dell'evoluzione del diritto, dell'interpretazione delle norme e della loro applicabilità dal punto di vista medico – e in medicina forense, che utilizza la medicina al fine di accertamento di singoli casi di interesse giudiziario.

La medicina legale ha seguito il processo evolutivo delle conoscenze mediche e, con il formarsi di stati organizzati dotati di leggi e norme, questi attinsero alla medicina per trarre nozioni utili per la loro legislazione.

Prime tracce di medicina legale si riscontrano a partire dal 2700 a.C. in Egitto. In Mesopotamia il codice di legge dei Sumeri (2500-1950) prevedeva risarcimenti in caso di lesioni personali. Famosissimo il babilonese Codice di Hammurabi (1728-1686), che affermava tra l'altro il principio della responsabilità professionale in caso di morte o lesione. Presso gli Ebrei, sia nelle leggi di Mosè sia in quelle successive del Talmud, si riscontravano nozioni medico-legali e severe leggi in tema di igiene pubblica. Nell'antica Grecia, dominata dalla figura di Ippocrate, nascono i principi di Etica medica e di Deontologia.

Come in tutte le cose la scienza è andata avanti e oggi ci sono tecniche innovative in grado di supportare la disciplina. Chi non conosce, ad esempio, l’analisi del capello? Ormai con serie televisive come CSI, RIS, Law & Order, Senza Traccia, NCIS siamo diventati tutti esperti del settore. Ma in realtà, anche la “banale” analisi del capello, ha una storia che risale al 1931, anno in cui il professore scozzese John Glaister pubblicò un lavoro sull’analisi dei capelli nella medicina legale, traendo una conclusione che oggi potrebbe sembrare ovvia: quando la vittima e l’assalitore lottano, su entrambi restano sempre capelli e microscopiche fibre di tessuto. Le fibre dei capelli sono estremamente resistenti, tanto che anche quelle di un cadavere decomposto possono indicare il gruppo etnico, l’età e lo stato di salute del morto. Grazie al metodo Glaister,  già nel 1931 è stato possibile arrestare vari omicidi. E da allora è una regola consolidata tra i poliziotti della scientifica raccogliere capelli e fibre che si trovano sulla scena del crimine.

Guardare serie televisive non basta per diventare esperti in questa disciplina: servono 6 anni per laurearsi in medicina e chirurgia e, una previa iscrizione all’Albo, si può accedere al percorso di studi specialistico in Medicina Legale dalla durata di 4 anni. Un percorso difficile ma sicuramente ricco di soddisfazioni.

Fonti:
 
Autore:

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