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Oncoguida e tumore alla prostata

Oncoguida e tumore alla prostataIl tumore della prostata è una delle neoplasie più diffuse nella popolazione maschile e rappresenta circa il 19% di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo: le stime, relative all'anno 2019, parlano di 37.000 nuovi casi l'anno in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Lo dimostrano anche i dati relativi al numero di persone ancora vive dopo cinque anni dalla diagnosi - in media il 92% - una percentuale tra le più alte in caso di tumore, soprattutto se si tiene conto dell'avanzata età media dei pazienti e quindi delle altre possibili cause di morte. L’incidenza del tumore della prostata è inferiore al Centro (-5%) e al Sud (-27%) rispetto al Nord Italia.

Circa un uomo su 8 nel nostro Paese ha probabilità di ammalarsi di tumore della prostata nel corso della vita: l'incidenza, cioè il numero di nuovi casi registrati in un dato periodo di tempo, è cresciuta fino al 2003, in concomitanza della maggiore diffusione del test PSA (antigene prostatico specifico) quale strumento per la diagnosi precoce.

Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età: le possibilità di ammalarsi sono molto scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 65 anni. I ricercatori hanno dimostrato che circa il 70% degli uomini oltre gli 80 anni ha un tumore della prostata, anche se nella maggior parte dei casi la malattia non dà segni di sé e viene trovata solo in caso di autopsia dopo la morte.

Un altro fattore non trascurabile è senza dubbio la familiarità: il rischio di ammalarsi è pari al doppio per chi ha un parente consanguineo (padre, fratello ecc…) con la malattia rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia. Anche la presenza di mutazioni in alcuni geni come BRCA1 e BRCA2, già coinvolti nell'insorgenza di tumori di seno e ovaio, o del gene HPC1, può aumentare il rischio di cancro alla prostata.

Non meno importanti sono i fattori di rischio legati allo stile di vita: dieta ricca di grassi saturi, obesità, mancanza di esercizio fisico sono solo alcune delle caratteristiche e delle abitudini poco salubri, sempre più diffuse nel mondo occidentale, che possono favorire lo sviluppo e la crescita del tumore della prostata.

Dove curarsi?

Quali sono le altre strutture ospedaliere a cui rivolgersi se si dovesse avere un tumore alla prostata? Trovare questa informazione può non essere semplice, ci si affida al passaparola, al consiglio del medico, all’esperienza personale, ecc. Una alternativa è invece Oncoguida, il portale online che comprende tutte le strutture che trattano le diverse patologie oncologiche e le classifica sulla base del numero di interventi svolti. I dati utilizzati per la classificazione dei “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica” si basano sulle schede di dimissione ospedaliera del Ministero della Salute del 2016.

Dunque, a quali strutture rivolgersi per trattare il tumore alla prostata? I primi tre centri per affidabilità si trovano a Milano, Firenze e Bologna. Per sapere quali sono tutte le strutture e il numero di interventi che eseguono, visita la pagina.
 
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