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Perche' la cioccolata scatena l'emicrania?

perchè la cioccolata scatena l'emicraniaUna bella domanda che i neurologi di tutto il mondo si sentono spesso rivolgere: in fin dei conti, anche un emicranico può ritenere di avere legittimamente diritto al cibo degli dei. L’appellativo di “theobroma” (cibo degli dei) fu dato alla pianta del cacao dal grande Linneo nel 1753: non è facile dire a un emicranico che gli è negato il privilegio di sentirsi per un attimo divino mentre è consentito agli altri comuni mortali da due secoli e mezzo.
 
Secondo diverse indagini internazionali, dal 12% al 60% degli emicranici riferiscono che alcuni cibi sono per loro un grilletto scatenante dell’attacco emicranico.
Imputato non è solo il cioccolato: l’alcool e i prodotti caseari gli fanno buona compagnia. Anche semplicemente gli incontri conviviali troppo abbondanti e, paradossalmente, il digiuno sono spesso indicati come potenti detonatori di crisi emicraniche. In questi casi, è stato ipotizzato che potrebbero avere un ruolo l’insulina e i ridotti livelli di glicemia nel sangue. Dopo un pasto abbondante, si produce molta insulina per tenere sotto controllo l’improvviso carico di zuccheri in circolo e questo può portare, dopo qualche ora, a una caduta eccessiva della glicemia. Anche il digiuno potrebbe ridurre eccessivamente la glicemia. Ma non è chiaro in che modo i ridotti livelli di zuccheri che arrivano al sistema nervoso centrale possano scatenare l’attacco emicranico.
 
I neurologi possono invece iniziare a consolare (si fa per dire) l’emicranico al quale è negato il cibo degli dei perché iniziamo invece a saperne un po’ di più su come agiscono la cioccolata e gli altri cibi grilletto dell’emicrania. Il 95% degli emicranici ha difficoltà a distruggere una sostanza, l’istamina, che agisce da neurotrasmettitore (messaggero tra una cellula nervosa e l’altra nella trasmissione degli impulsi nervosi). Gli attacchi emicranici sono notoriamente meno frequenti la sera e durante la notte; ma la sera e la notte sono anche le ore della giornata durante le quali sono meno attivi i neuroni che utilizzano l’istamina come neurotrasmettitore. Nuovi farmaci in sviluppo, che contrastano l’azione dell’istamina su particolari bersagli chiamati recettori H3 e H4, potranno forse offrire nuove possibilità di trattamento dell’emicrania: per il momento, l’unico vero consiglio che può dare il neurologo al suo paziente è evitare gli alimenti grilletto, compreso, sfortunatamente per lui, il cibo degli dei.
 
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