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I Big data nell'informazione scientifica

BigdataDa ormai qualche mese non si parla più che di big data.

Le società di consulenza internazionale ma anche i più ruspanti player che operano nel settore del digital marketing italiano ci deliziano quotidianamente sui temi in questione.
Premetto che ho un grande senso di rispetto per la professione medica, per lo scarso tempo che il sanitario può dedicare all’aggiornamento scientifico ma ancor di più un profondo interesse per la qualità dell’informazione che viene passata in rete.

Posso affermare senza tema di smentita di aver creato negli ultimi vent’anni  le due community on line di maggiore successo  (la prima MEDIKEY – era il 1998) e la seconda WELFARELINK (a partire dal gennaio 2008 ad oggi con oltre sei milioni di investimento ed una grande attenzione alla qualità dei dati).
La prima era una community quantitativa, eravamo agli albori di Internet e quel che contava era aggregare medici  ad un progetto direzionato unicamente verso il successo della mia casa editrice.
La seconda è invece un vero e proprio sistema informativo di tutta la Sanità Italiana che comprende le 34 categorie professionali  che la compongono oltre a tutti gli operatori del Welfare (globalmente circa 2.000.000 di persone). Il pensiero che mi ha indotto a ricostruire con coraggio ATLANTE SANITA’ e la community on line WELFARELINK  sta proprio nel desiderio di assicurare a tutti gli operatori nel rispetto delle norme di legge (privacy e di settore) un’informazione di qualità mirata.

Sforzo incommensurabile che ci ha portato il riconoscimento della Sanità pubblica e cui oggi anche i player del settore (aziende farmaceutiche e del  medical device, assicurazioni, editori, guardano con grande attenzione).
Abbiamo unito a questo sforzo tecnologico e di pensiero i migliori contenuti generati attraverso partnership con editori di prestigio che ogni giorno editano le testate di punta del nostro settore (Quotidiano Sanità, Popular Science e i suoi  25 magazines di patologia).
In cinque anni abbiamo erogato oltre 3.000.000 di contenuti classificati secondo le norme tassonomiche della National Library americana localizzata dall’Istituto Superiore di Sanità, abbiamo sviluppato Osservatori permanenti sul fabbisogno formativo degli operatori, abbiamo analizzato, grazie alla trasparenza amministrativa circa 250.000 curriculum di medici e farmacisti al fine di comprendere il loro interesse di studio, le loro pubblicazioni e l’attuale contesto professionale in cui operano.
Attraverso aggregatori di pubblicazioni scientifiche abbiamo analizzato di molti (quelli che pubblicano) il loro indice bibliometrico, i loro fingerprints, il loro citation index e molto altro ancora.
Grazie ad alcune iniziative editoriali svolte sotto l’egida del Ministero della Salute, dell’ISS e con la collaborazione delle Associazioni  dei pazienti ( ad esempio www.oncoguida.it ) siamo andati ad analizzare le SDO (schede di dimissioni ospedaliere) al fine di comprendere l’attività clinica dell’operatore sanitario.

Questo è creare il Big Data della Sanità. Ovviamente gli stackholders del settore sono interessati a comunicare con la nostra community ma è indispensabile prioritariamente che sia fatto un matching tra i medici visitati e quelli contattati digitalmente e soprattutto che l’azienda abbia una strategia di comunicazione digital che più che agli effetti speciali miri a fornire contenuti di qualità correlati ad interessi manifesti. L’efficacia di tale comunicazione è nota, il famigerato ROI atteso garantito, purchè nelle condizioni di progettualità sopra esposte.
 

 
Autore:

Vincenzo Coluccia

Vincenzo Coluccia è CEO & Founder presso PKE srl, società nata per gestire i data base delle professioni sanitarie e la creazione di comunità profilate sulla rete Internet; imprenditore nel settore della Sanità attivo dal 1979; innovatore nella tecnologia e nei servizi per la Medicina e la Sanità con un’attività editoriale, di informazione e di formazione degli operatori sanitari.

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