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I numeri di una popolazione che invecchia

invecchiamento della popolazioneLa vecchiaia è bella, peccato che duri poco”, disse Gianni Brera, giornalista e scrittore italiano. Ma siamo sicuri che, oggi, questa affermazione possa essere considerata valida?

I dati ISTAT relativi all’anno 2015 mostrano come l’età media della popolazione italiana è di 44,4 anni, il 4,5% in più rispetto al 2005; allo stesso modo è cresciuto l’indice di vecchiaia e la speranza di vita a 65 anni: negli uomini, in dieci anni, è arrivata a 18,7 anni, nelle donne a 22,0, rispettivamente il 7,5% e il 4,3% in più rispetto al 2005. Parallelamente, le persone fra 65 e 74 anni in buona salute erano, nel 2015, il 40,2%, con un incremento dell’8,9% sul 2005.

Come interpretare questi dati? Sicuramente supportano quello che viene considerato uno dei fenomeni più significativi del 21esimo secolo: l’invecchiamento della popolazione. Non si tratta di un evento circoscritto ad una singola area geografica, ma anzi colpisce tutti i paesi, in particolare quelli in via di sviluppo, con diversa intensità. È però un fatto che non può non essere preso in considerazione: “nel 1950, infatti, nel mondo c’erano 205 milioni di sessantenni, nel 2012 il numero degli anziani è arrivato a quasi 810 milioni. Si prevede che arrivi al miliardo in meno di dieci anni e che raddoppi entro il 2050, arrivando a due miliardi”, secondo il rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA).

Oggi, inoltre, il concetto di “invecchiamento” non è più così semplice da determinare: se da una parte è vero che si tratti di un processo multifattoriale caratterizzato da una progressiva perdita delle capacità funzionali e da una crescente comorbidità, dall’altro lo stato di salute dell’anziano non può più essere considerato solo come una ridotta presenza della malattia. Oggi gli anziani tendono a seguire un’alimentazione corretta e fanno sport, viaggiano e vanno a teatro. Rispetto al 2005 infatti, il 60% in più degli italiani fra i 65 e i 74 anni svolge attività fisica con continuità, solo lo 0,2% in più è in sovrappeso e lo 0,8% in meno è fumatore.

Se da un lato questi dati sicuramente dimostrano che sono stati fatti progressi nel campo medico e della ricerca, dall’altro i costi che il Sistema Sanitario deve sostenere diventano sempre più ingenti. Essendo l’argomento delicato, il Fondo delle Nazioni Unite ha dichiarato che sia necessario garantire che tutte le persone anziane vivano in condizioni di dignità e sicurezza, che abbiano accesso ai servizi sociali e alle cure mediche di base;  le famiglie e le comunità devono essere supportate nell’aiuto e nel sostegno che danno all’anziano, così come i giovani, affinché vivano una vita sana e consapevole; è poi importante sviluppare una nuova cultura sull’invecchiamento, volta alla salvaguardia del soggetto.

Atlante Sanità, ad oggi conta 6.523 geriatri, numero che probabilmente andrà via via aumentando per garantire un’adeguata assistenza alla crescente popolazione anziana e alle sue esigenze sempre più elevate.
 

 
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