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Q&A: vaccino COVID–19

Q&A: vaccini COVID-19Nell’articolo precedente abbiamo parlato di vaccini, di che cosa sono e di come avvengono le fasi di sviluppo. Argomento di ormai attualità sono i vaccini per il Nuovo coronavirus, l’Italia da fine dicembre ha iniziato la campagna vaccinale insieme ad altri stati membri dell’Unione Europea e non solo. Quali sono le caratteristiche principali di questi vaccini? Hanno ricevuto un iter di approvazione diverso da parte degli enti regolatori? Leggiamo insieme le domande e le risposte proposte da AIFA e dal Ministero della Salute.
 
  • Come sono composti i vaccini anti Covid?
Hanno composizioni diverse: i vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna sono vaccini a mRNA (RNA messaggero), quello di AstraZeneca utilizza il metodo del vettore virale. L’mRNA è una sequenza di basi genetiche sintetizzata in laboratorio: essendo una molecola altamente instabile deve essere per forza incapsulata in una nanoparticella lipidica. La conservazione deve avvenire a temperature molto basse: -20°C per Moderna, -70°C per Pfizer-BioNTech. Il vaccino non contiene altro, a eccezione degli eccipienti. Al momento dell’iniezione va diluito con una normale soluzione fisiologica.
 
  • Quanti e quali sono i vaccini in via di approvazione o approvati?
I vaccini approvati nel mondo oggi sono 7: 3 cinesi, 2 russi, oltre a quelli già citati di Moderna e Pfizer-BioNTech. Le procedure di approvazione nei vari paesi sono però differenti: Russia e Cina non hanno autorità regolatorie indipendenti, in Europa e nelle Americhe le aziende produttrici dei vaccini raccolgono i dati delle sperimentazioni condotte sull’uomo e le inviano alle autorità regolatorie (FDA negli USA ed EMA in Europa) per la valutazione.
 
  • Perché ci è voluto così poco se di solito si aspettano anni?
La scienza ha sfruttato l’esperienza della prima SARS, infatti nel 2003 fu messo a punto un vaccino mai utilizzato poiché quella tipologia di coronavirus si è estinta (inoltre anche l’uso dell’mRNA si è diffuso negli ultimi anni in oncologia). La velocità nella produzione e dell’approvazione da parte degli enti regolatori è dovuta anche all’accorpamento delle fasi di sviluppo: messa a punto in laboratorio, test sull’uomo e produzione sono avvenute in contemporanea anziché in sequenza.
 
  • Per quanto tempo i vaccini saranno efficaci?
Il COVID-19 è noto da meno di un anno, pertanto non ci sono dati in letteratura scientifica che possono attestare la sua efficacia nel tempo ma possiamo basarci sugli studi condotti sui 4 coronavirus che causano raffreddore e su quello della SARS. Sulla base di questi possiamo ipotizzare che l’immunità duri un anno.
 
  • Proteggono solo dai sintomi oppure anche dal contagio?
Le sperimentazioni sull’uomo hanno coinvolto in media 20-40mila volontari per ciascun vaccino, ma non è stato possibile svolgere i test a tutti pertanto sono stati sottoposti al test solo i volontari che presentavano i sintomi del Covid. Per i volontari asintomatici non ci sono dati statistici. Per capire se il vaccino protegge solo dai sintomi gravi o previene anche il contagio serviranno test ripetuti su un campione di volontari, dopo l’inizio della campagna di vaccinazione. Finché resterà l’incertezza, i vaccinati dovranno mantenere tutte le precauzioni per evitare di contagiare gli altri.
 
  • Quante le dosi previste in Italia e negli altri Paesi europei?
L’Italia alla fine della campagna vaccinale avrà ricevuto 202 milioni di dosi di vaccini prodotti da sei aziende: Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson, Sanofi e CureVac. I vaccini non sono acquistati dagli Stati, ma dalla Commissione Europea, e suddivisi in base alla popolazione: all’Italia spetta il 13,5% di quelli comprati da Bruxelles.
 
  • Come e in che tempi avviene la campagna di vaccinazione?
Nel primo trimestre 2021 in Italia saranno vaccinate le categorie prioritarie: operatori sanitari (1,4 milioni), personale e ospiti delle RSA (570 mila) e over 80 (4,4 milioni). Subito dopo toccherà alla fascia 60-79 anni (13 milioni) e alle persone con altre malattie (7 milioni). Tra il secondo e il terzo trimestre saranno vaccinati anche insegnanti e personale scolastico, con gli altri operatori dei servizi essenziali: forze dell’ordine, personale delle carceri e dei luoghi di comunità. Nel quarto trimestre il vaccino arriverà al resto della popolazione.
 
  • Sono stati riscontrati effetti collaterali? E quali?
Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 di Pfizer-BioNTech sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione: dolore e gonfiore nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre. Arrossamento nel sito di iniezione e nausea si sono verificati in meno di 1 persona su 10. Prurito nel sito di iniezione, dolore agli arti, ingrossamento dei linfonodi, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di malessere sono stati effetti non comuni, che hanno interessato meno di 1 persona su 100.
 
  • Che cos’è l’immunità di gregge? Come si ottiene?
È la percentuale di vaccinati che bisogna raggiungere affinché risulti protetto anche chi non è vaccinato. Non incontrando più persone da contagiare, il virus a quel punto smetterà di circolare: la percentuale è tanto più alta quanto maggiore è la contagiosità del virus e la sua diffusione nella popolazione.
 
  • È previsto un rilascio di un certificato internazionale di vaccinazione?
Sicuramente sarà rilasciata una normale certificazione di avvenuta vaccinazione. Istituzioni internazionali quali la Commissione Europea e l’OMS stanno valutando una proposta di certificato internazionale digitale.

Queste sono solo una parte delle FAQ proposte da AIFA e dal Ministero della Salute, per maggiori informazioni consulta i siti istitutizionali dei diversi enti!

Fonti e approfondimenti