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Arrivano gli embrioni chimera

Arrivano gli embrioni chimeraOttenuti in Cina, per la prima volta con successo, embrioni chimera uomo-scimmia: un passo avanti nell’ambito della medicina rigenerativa. La ricerca è frutto di una collaborazione internazionale tra il Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, in California, l'Institute of Primate Translational Medicine di Kunming, in Cina, e l’Universidad Católica San Antonio de Murcia, in Spagna.

Lo studio, che è stato pubblicato su Cell, è stato condotto iniettando cellule staminali pluripotenti umane in embrioni di scimmia (Macaca fascicularis) al sesto giorno di sviluppo. Le cellule sono state poi fatte crescere in vitro, portando così allo sviluppo di embrioni ibridi uomo-scimmia, chiamati chimere, che sono sopravvissuti fino a 19 giorni dalla fecondazione.

Il risultato ottenuto dai ricercatori, guidati dal professor Juan Carlos Izpisúa, rappresenta comunque un importante successo: non si tratta dei primi embrioni chimera uomo-animale ad essere stati creati, questa però è la prima volta che delle cellule staminali umane vengono impiantate in embrioni di scimmie, gli animali più vicini dal punto di vista evolutivo all'essere umano, e che alcuni di questi sopravvivono fino a 19 giorni di sviluppo.

Applicazioni nell’ambito della medicina rigenerativa

Le chimere interspecie potrebbero avere numerose applicazioni nell’ambito della ricerca e della medicina rigenerativa. Prima di tutto potrebbero permettere di accrescere la conoscenza dei meccanismi coinvolti nello sviluppo embrionale, nell'origine di molte malattie e nell’infertilità. Potrebbero inoltre essere utilizzati nella sperimentazione preclinica come animali modello per testare e valutare la sicurezza e l’efficacia dei farmaci, si tratterebbe infatti di modelli migliori rispetto a quelli attualmente utilizzati.

Le chimere potrebbero inoltre essere sfruttate per far crescere ed ottenere organi e tessuti umani utilizzabili per i trapianti, rispondendo così alla problematica relativa al ridotto numero di donatori.
Questo esperimento si inserisce comunque nell’ambito di un acceso dibattito etico, vi avevamo infatti già parlato dell’appello da parte di gran parte della comunità scientifica di estendere il limite di 14 giorni entro il quale è consentito fare ricerca sugli embrioni umani – per maggiori informazioni legga questo articolo.

Per quanto riguarda la ricerca condotta utilizzando chimere uomo-animale, molti paesi, tra cui Stati Uniti e Regno Unito, limitano gli esperimenti che coinvolgo embrioni contenenti cellule umane. Sembra però che la regolamentazione del settore si stia adeguando: a maggio, la Società Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali (ISSCR) dovrebbe aggiornare le linee guida e i cambiamenti riguarderanno specialmente l’utilizzo delle chimere umane.

Fonti e approfondimenti

 
Autore:

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