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Giornata Mondiale del Bacio: tra rischio e romanticismo

Giornata Mondiale del Bacio: tra rischio e romanticismoIeri, 6 luglio, ricorreva la Giornata Mondiale del Bacio che, proprio nel 2020, compie 30 anni dalla sua istituzione.
Una festività tanto romantica quanto, per quest’anno, rischiosa poichè i baci risultano essere uno dei maggiori veicoli di trasmissione del Covid-19.

Tuttavia, il bacio non è solo una delle modalità di contagio dell’infezione da Coronavirus, ma è anche alla base della trasmissione di altre patologie provocate dal contatto con lesioni o saliva infetti a livello della cavità orale. 

Di quali malattie si tratta? E quali sono i rischi per la salute determinati da un bacio?  
Di seguito, descriviamo alcune delle malattie più comuni:
  • Mononucleosi infettiva
Nota infatti con il nome di malattia del bacio proprio per la sua trasmissibilità attraverso la saliva, è un’infezione virale molto contagiosa causata dal virus Epstein-Barr (EBV). La sua denominazione è dovuta proprio alla presenza nel sangue di cellule mononucleate a livelli nettamente superiori alla norma. 
Nei Paesi più industrializzati la malattia colpisce prevalentemente soggetti in età giovane-adulta, con una netta prevalenza negli adolescenti, mentre nei Paesi in via di sviluppo colpisce più frequentemente in età infantile¹.
  • Herpes labiale
Si tratta dell’infezione orale più nota e diffusa, che si presenta con una caratteristica eruzione cutanea, generalmente localizzata nell’area perilabiale, formata da numerose vescicole e seguita dalla formazione di croste.
È causata prevalentemente dal virus Herpes simplex 1 (HSV-1) attraverso saliva, baci o in generale tramite contatto interumano durante la fase infettiva. Una volta che il virus ha infettato l'organismo, rimane silente fino al momento della manifestazione. 
L’incidenza dell’HSV-1 nella popolazione adulta si attesta tra il 60% e il 95%, di cui la maggior parte lo acquisisce in età infantile².
  • Sifilide
È una malattia infettiva causata dal batterio Treponema pallidum, appartenente alla famiglia delle Spirochete. 
Si tratta di un’infezione a prevalente trasmissione sessuale. Tuttavia la spirocheta, essendo in grado di attraversare le mucose o la cute danneggiata, risulta trasmissibile anche attraverso contatti orali.  
Un rapporto pubblicato nel 2013 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha dimostrato un aumento della prevalenza della malattia in Europa del 9% rispetto all'anno precedente, soprattutto nella fascia di età compresa tra 15 e 24 anni³.


Fernando Aiuti: il bacio contro l’ignoranza

Può un bacio trasmettere il virus HIV? La risposta è no, in quanto i virioni non si annidano nei liquidi salivari dei pazienti infetti, di conseguenza i baci tra un soggetto sieropositivo e uno sano sono del tutto innocui.

Risale tuttavia agli inizi degli anni ’90 la fake news secondo la quale un paziente statunitense sieropositivo avesse contagiato la sua compagna mediante il contatto con la saliva infetta (in seguito verrà spiegato che in realtà il contagio non avvenne tramite contatto salivare, ma a causa del sangue in essa presente in quanto l’uomo, seppur in misura minima, presentava gengive lese e infiammate).
Fernando Aiuti: il protagonista della lotta contro l'AIDSLa notizia fu prontamente ripresa e pubblicata in testata dal quotidiano Il Mattino, divulgando la notizia anche tra la popolazione. Qualche giorno dopo, il 2 dicembre 1991, durante la Fiera di Cagliari, si assisteva a un dibattito in diretta televisiva sul tema della trasmissibilità del virus tra Fernando Aiuti, medico immunologo e fondatore di Anlainds (Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS), e Luc Montagnier, virologo francese e professore presso l’Istituto Pasteur di Parigi.
Durante l’acceso confronto, quest’ultimo era proprio tra i sostenitori della pericolosità “del bacio”, spingendo il dottor Aiuti - al contrario fervido propugnatore dell’impossibilità d’infezione tramite via orale - a un gesto che avrebbe incoraggiato da lì in poi l’abbattimento di pregiudizi e convinzioni errate circa la vita e la pericolosità dei pazienti sieropositivi: si alzò e andò incontro a Rosaria Iardino, sua paziente sieropositiva di 25 anni seduta in platea, baciandola. Lo scatto che ritrasse il momento fece il giro del mondo e divenne presto stendardo della lotta all’HIV e alle fake news riguardano il virus.

Per ulteriori approfondimenti sulla vita di Fernando Aiuti, consigliamo la lettura dell'articolo Fernando Aiuti: il protagonista della lotta contro l'AIDS.

In Italia i pazienti affetti dalle patologie da noi su descritte sono trattate, previa visita diagnostica, da due categorie di medici altamente specializzati. Quantificate grazie ad Atlante Sanità, il database della sanità italiana che comprende oltre 1,4 milioni di anagrafiche di professionisti della salute, esse comprendono i medici in microbiologia e virologia, che in Italia sono 1.353, e quelli specializzati in medicina infettiva, di cui ne contiamo 5.390.

1. Wikipedia - Mononucleosi infettiva
2. Wikipedia - Herpes labiale
3. Wikipedia - Sifilide

 
 
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