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Marie Curie: vita e vittorie di un genio

Marie CurieIl 7 Novembre 1867 nasceva Maria Salomea Skłodowska meglio nota come Marie Curie, unica donna vincitrice di due premi Nobel in due distinti campi scientifici, chimica e fisica.
Dopo un’infanzia difficile vissuta in Polonia, segnata dalla guerra e dalla perdita sia della madre che della sorella maggiore, si trasferisce a Parigi dove completa la scuola superiore e a 24 anni riesce ad iscriversi alla Sorbona.

Nonostante una condizione economica non rosea, riesce a laurearsi in 3 anni in matematica e fisica e ottiene una borsa di studio all'Università su come tracciare le proprietà magnetiche dei vari acciai. L'attrezzatura è ingombrante e richiede spazio, così qualcuno fa il nome di Pierre Curie, un fisico esperto nelle leggi del magnetismo: quell'incontro cambierà per sempre le vite di entrambi.

Pierre Curie, scienziato di fama internazionale, è un outsider nel mondo accademico, interessato alla ricerca più che a titoli e prestigio. Si guadagna da vivere come capo di laboratorio della Scuola di Fisica e Chimica industriale di Parigi e ha già all'attivo una scoperta importante: quella della piezoelettricità (un potenziale elettrico che si genera quando cristalli vengono compressi). I due si sposeranno e inizieranno a collaborare insieme.

Dal 1897, Marie inizia a concentrarsi sul lavoro, quasi dimenticato, di Henri Becquerel basato sulla fosforescenza dei raggi di uranio e decide di misurarne la forza attraverso l’elettrometro, uno strumento capace di misurare le correnti elettriche deboli. Tali studi portano ad una prima ed importante constatazione: l’emissione di radiazioni o radioattività è una proprietà atomica dell’elemento e non può essere modificata da nessun procedimento chimico. Quindi è lo stesso atomo ad emanare radiazioni e ciò supporta la teoria che l’atomo è indivisibile: uno dei contributi concettuali più importanti della storia della fisica. L’anno successivo, afferma di aver individuato un nuovo elemento 300 volte più radioattivo dell’uranio ossia il polonio (deve il suo nome alla terra natia dei Curie – la Polonia) e successivamente del radio, considerato 900 volte più radioattivo dell’uranio.

La vera innovazione non risiedeva nella scoperta di nuovi elementi radioattivi ma nella teorizzazione di un nuovo metodo per misurarne la radioattività; tali ricerche pubblicate nella sua tesi di dottorato la porteranno a vincere il premio Nobel per la fisica nel 1903 (a metà con Becquerel).

Nel 1911 arriva il secondo Nobel di Marie, per la scoperta di radio e polonio. Ma il premio e l'invito alla prestigiosa Conferenza Solvay (unica donna tra fisici del calibro di Einstein e Planck) non cancellano un'annata terribile già segnata dalla perdita del marito. La candidatura di Marie all'Accademia delle Scienze viene scartata in un clima maschilista, razzista e antisemita. Nonostante le origini cattoliche, il cognome Sklodowska e la nazionalità polacca suggeriscono radici ebraiche, e si insinua che la scienziata sia stata favorita dal prestigio dell’ormai defunto marito. Il 4 luglio 1934, a 67 anni, muore di anemia aplastica: il suo midollo osseo non riesce più a funzionare perché danneggiato dal lungo accumulo di radiazioni. 

Ed oggi?

Il Premio Nobel 2020 per la Chimica è andato quest'anno a due donne: la francese Emmanuelle Charpentier e l'americana Jennifer A. Doudna. Il premio è stato assegnato per lo "sviluppo di un metodo per la scrittura del genoma, che contribuisce allo sviluppo di nuove terapie contro il cancro e può realizzare il sogno di curare malattie ereditarie", ha sottolineato la giuria di Stoccolma. La scienziata francese, 51 anni, e l'americana, 56 anni, diventano così la sesta e settima donna a vincere un Premio Nobel per la Chimica dal 1901.
 
 
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