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Sdo 2016: mobilita' sanitaria

Mobilitŕ sanitariaPartendo dai dati relativi alle Schede di dimissione ospedaliera 2016, Quotidiano Sanità ha svolto un’analisi riguardo i ricoveri e i crediti/debiti della mobilità fra regioni.

Dalla Calabria, il 20,5% dei cittadini si sposta altrove per un ricovero; al contrario, in Emilia Romagna arrivano negli ospedali il 9% in più di ricoverati oltre i residenti. Dal punto di vista economico, la mobilità passiva più gravosa è quella della Calabria, con un saldo negativo di oltre 296,5 milioni da pagare; in testa per i guadagni c’è invece la Lombardia, con un saldo economico positivo di circa 657 milioni.

Si tratta in sostanza di circa 937mila cittadini che si sono spostati per curarsi, portandosi dietro una “dote” di oltre 4,3 miliardi tra dare e avere per le loro cure in regioni diverse da quelle di residenza.

Se vogliamo stilare una classifica delle Regioni secondo la percentuale del saldo dei ricoveri, al primo posto c’è l’Emilia Romagna, in positivo del 9%, seguita dalla Toscana (7,5%) e dalla Lombardia (7,2%). Le percentuali positive rispetto alle persone ricoverate sono sostanzialmente tutte al Centro Nord mentre quelle negative, tranne Piemonte e Marche, sono tutte al Sud e nelle Isole.
La classifica cambia se, invece, analizziamo il saldo economico, legato spesso alla complessità e alla specializzazione delle degenze: come detto, la Lombardia apre la classifica, la Calabria la chiude.

Caso particolare è quello del Molise: la Regione ha un saldo negativo di percentuale di saldo di ricoveri, ma dal punto di vista economico è in attivo di oltre 22,6 milioni. Questo perché nella Regione la mobilità attiva, e il conseguente saldo economico, è legata quasi interamente all’istituto Neuromed di Isernia, un Irccs centro di rilevanza nazionale e di altissima specializzazione per patologie che riguardano la neurochirurgia, neurologia, neuroriabilitazione e tutte le applicazioni relative alle neuroscienze in cui sono utilizzabili la neuroradiologia, l’angiocardioneurologia e la chirurgia Vascolare, che attrae e assiste pazienti da tutta Italia.

Una soluzione alla mobilità, seppur limitata a determinate aree mediche e a certe prestazioni, potrebbe essere quella della telemedicina. Come abbiamo già detto in un articolo sul tema, nel 2010 il Ministero della Salute ha istituito un Tavolo di lavoro per la telemedicina con l’obiettivo di “creare i presupposti abilitanti alla diffusione di servizi di telemedicina concretamente integrati nella pratica clinica, con cui fornire risposte efficaci ai modificati bisogni di salute dei cittadini”.

Tra i vantaggi che la telemedicina offre ci sono l’equità di accesso all’assistenza sanitaria, una migliore qualità dell’assistenza che garantisce la continuità delle cure, una migliore efficacia, efficienza e appropriatezza del sistema sanitario.

 
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