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Perche' Roberto Bolle non soffre di vertigini?

Perchč Roberto Bolle non soffre di vertiginiPerché i ballerini o gli affascinanti dervisci rotanti che pregano danzando non soffrono di capogiri e vertigini?
 
Se chiunque di noi tentasse di piroettare come loro, certamente andrebbe incontro a dei terribili giramenti di testa, senza contare il rischio di cadute e fratture.
Il segreto è l’allenamento: non solo per eseguire giravolte ed evoluzioni perfette, ma anche per addestrare il nostro sistema nervoso centrale a non provare capogiri e vertigini durante l’esibizione. In pratica, l’allenamento aiuta a sopprimere la tempesta d’informazioni, contraddittorie e continuamente variabili generate dai continui cambiamenti di posizione nello spazio, che il vestibolo — l’organo nervoso primus movens nella regolazione dell’equilibrio, localizzato in profondità nell’orecchio — in assenza di allenamento alla danza invierebbe continuamente verso il cervelletto e da lì alle aree ancora più elevate del sistema nervoso centrale. Noi, che non siamo né ballerine professioniste né dervisci rotanti, se tentassimo d’imitarli senza il loro formidabile allenamento andremmo subito in tilt con feroci giramenti di testa.
 
Il confronto tra ballerine e atlete (di canoa) utilizzate come controlli, tutte della stessa età, livello di allenamento ed efficienza fisica, ha gettato un raggio di luce sulla questione. Tutte le partecipanti allo studio, ballerine e atlete di controllo, sono state sottoposte, in una stanza buia, a un vorticoso movimento rotante con l’aiuto di una sedia girevole: come prevedibile, le danzatrici hanno sperimentato capogiri e vertigini molto meno intensi rispetto alle atlete rematrici.
La valutazione anatomica con risonanza magnetica nucleare del sistema nervoso centrale ha dimostrato sottili differenze tra le ballerine e le atlete, fisicamente tutte altrettanto prestanti ma diversamente “allenate” a resistere ai giramenti di testa: la zona del cervelletto che riceve dal vestibolo il flusso d’informazioni relative alla postura appare nelle ballerine più piccola rispetto al cervelletto delle rematrici di controllo.
 
Cosa si può ipotizzare per interpretare tutto questo? Le ballerine e i dervisci rotanti sono addestrati a compiere in modo quasi automatico una serie di movimenti, complessi ma ormai preprogrammati nel loro sistema nervoso motorio in seguito al continuo allenamento: talmente preprogrammati da non richiedere più il fine controllo del cervelletto. A questo punto le connessioni tra vestibolo e cervelletto necessarie per la fine regolazione dei movimenti diventano in larga misura superflue e, di conseguenza, sono in larga misura disattivate: la conseguenza è che l’area del cervelletto dove dovrebbe arrivare dal vestibolo l’enorme e contradditorio flusso d’informazioni sui continui cambi di postura delle ballerine appare più piccola perché in sostanza senza molto lavoro da sbrigare. E questo è possibile grazie alla plasticità neuronale.
Come i capogiri e le vertigini, anche i movimenti ritmati e involontari degli occhi (nistagmo) che spesso accompagnano le vertigini sono molto meno frequenti nelle danzatrici. Insomma, sembra proprio, almeno entro certi limiti, che ci si possa allenare a non avere capogiri…

Potrebbe essere interessante discutere questo tema con un neurologo e un otorino di grido che si occupa professionalmente di capogiri e vertigini. Quanti ce ne sono in Italia? La banca dati Atlante Sanità, comprendente oltre 1,3 milioni di anagrafiche, conta 6.638 medici specializzati in otorinolaringoiatria e 12.108 in neurologia.

 
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