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Sicurezza dei dati personali su Internet

Dati onlineEurostat (Ufficio Statistico dell’Unione Europea) ha valutato l’utilizzo di Internet per la circolazione dei dati personali non solo per la salute, ma anche considerando tutte le attività online che richiedono agli utenti di fornire un certo tipo di informazioni personali (i dettagli della carta di credito, di contatto o le coordinate di posizione, ecc).

Come varia la percentuale di utenti di Internet che rilasciano informazioni in rete nei diversi paesi? La Romania è la nazione nella quale si è registrato il minor flusso di informazioni online (pari al 31%) mentre in Lussemburgo si ha il flusso massimo, per un valore del 92%. L’Italia è fra i paesi che meno utilizza la rete (52%), considerando che la media Ue è del 71%.

Ma come gli utenti Internet possono controllare l’accesso alle informazioni personali in rete? Sono diverse le procedure che possono seguire e quasi la metà degli utenti Internet (46%) nell’Ue non ha consentito l’utilizzo di informazioni personali per scopi pubblicitari e il 40% ha limitato l’accesso al proprio profilo o contenuto nei siti social networking.
Sono poi gli utenti più giovani, di età compresa tra i 16 e i 24 anni che intraprendono azioni anti-tracciamento rispetto agli utenti di età compresa tra i 65 e i 74 anni, rispettivamente il 77% e il 56%.

In ogni caso tre quarti degli utenti Internet dell’Ue non presentano problemi di sicurezza quando sono in linea, tuttavia il problema più comune è stato sconfiggere virus o infezioni informatiche, con conseguente perdita di informazioni e tempo (21% degli utenti Internet dell’Ue).

Come cambia la situazione nelle aziende? Avere una politica ICT formalmente definita indica che un’azienda è consapevole dei rischi a cui i propri sistemi ICT sono potenzialmente esposti. Oggi il 98% delle imprese utilizzano computer e tra queste solo il 32% dispone di una politica di sicurezza ICT formalmente definita. Per le grandi imprese questa quota ha raggiunto il 72%, mentre è del 31% per le PMI.

In generale, il rischio più comunemente affrontato è la distruzione o corruzione dei dati ma una politica di sicurezza ICT dovrebbe affrontare i seguenti rischi:

  • Distruzione o corruzione di dati dovuti a un attacco o a un altro incidente imprevisto
  • la divulgazione di dati riservati a causa di attacchi di intrusione
  • l'indisponibilità dei servizi ICT a causa di un attacco esterno
Nel 2015, il rischio di distruzione o di corruzione dei dati è stato il rischio più comunemente affrontato dalle imprese dell'Ue con una politica di sicurezza ICT (89%). Una percentuale minore delle imprese ha affrontato il rischio di divulgazione di dati riservati (81%) e il rischio di indisponibilità dei servizi ICT (71%) nelle loro politiche di sicurezza ICT.

Fonte: Quotidiano Sanità

 
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